Marco Gaiga

marcogMarco Gaiga
SAX

e’ nato a Varese nel 1979 dove ha iniziato gli studi musicali,successivamente ammesso al Conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida del Maestro Marco Bontempo,frequentando anche i corsi dei Maestri D.Comoglio e M.Marzi, ha terminato gli studi col massimo dei voti.In questi anni ha svolto numerosi concerti in diverse formazioni cameristiche e non,partecipando a diversi Master e seminari con Maestri quali B.Canino,J.M.Londeix,F.Moretti,E.Morricone…Ha suonato in svariate occasioni con la prima Big Band del Conservatorio di Milano e con l’orchestra di Fiati.Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali come solista ed anche in formazione da camera con l’ Over-tone sax quartet con cui ha vinto anche la borsa di studio Ferrero del Conservatorio di Milano. Con la medesima formazione ha suonato per diverse associazioni tra cui “Gli Amici della Scala” ed ha svolto concerti anche all’estero, Conservatorio di Amsterdam…Ha partecipato alla prima esecuzione assoluta dell’opera “La bocca, i piedi, il suono” e dell’opera “Studi sull’intonazione del mare” del celebre compositore S.Sciarrino ed alla registrazione dei Cd per le stesse composizioni,prendendo parte alla diretta per Rai SAT ,alla rassegna di Citta’ di Castello,al Convegno sul Saxofono tenutosi nella sala Verdi di Milano e suonando al Teatro Palladium di Roma.Ha suonato con l’orchestra del Piemonte in varie sale da concerto e Teatri fra cui il Lingotto di Torino.Ha sempre affiancato all’attivita’ classica musica leggera e non, lavorando anche per Mediaset e collaborando con La Banda Osiris con cui ha suonato in diretta per la trasmissione Caterpillar di Radio Due al CaterRaduno 2008, suonando con diversi ospiti tra cui Max Gazze’, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti…

Ha suonato con molte bands ed anche con The Connection che “…piu’ che una band, sono un gruppo di amici,o piu’semplicemente i Connection, se si facesse un film delle loro avventure penso che avrebbe un gran successo, ma bisognerebbe spiegare che sono tutte vere…”

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